Lady Spread non attende la lentocrazia
Nell’asta di ieri, il Tesoro doveva collocare 8 miliardi di titoli del debito pubblico italiano, tra Bot semestrali e Ctz biennali. La giornata si è conclusa con un risultato pessimo, mai visto prima, per i tassi cui i titoli sono stati collocati: per i Bot a 6 mesi il tasso del 6,504 per cento è quasi il doppio del 3,535 per cento del collocamento di ottobre, nuovo massimo dall’introduzione dell’euro, come record è stato il tasso per i Ctz (7,814 per cento).
8 AGO 20

Nell’asta di ieri, il Tesoro doveva collocare 8 miliardi di titoli del debito pubblico italiano, tra Bot semestrali e Ctz biennali. La giornata si è conclusa con un risultato pessimo, mai visto prima, per i tassi cui i titoli sono stati collocati: per i Bot a 6 mesi il tasso del 6,504 per cento è quasi il doppio del 3,535 per cento del collocamento di ottobre, nuovo massimo dall’introduzione dell’euro, come record è stato il tasso per i Ctz (7,814 per cento). Questo è particolarmente preoccupante, anche se Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, poco prima aveva dichiarato che è sbagliato dipingere l’Italia sull’orlo della bancarotta, visto che può convivere per qualche tempo con tassi al 7 per cento.
Il neo premier Mario Monti, essendo anche ministro dell’Economia, doveva sapere che venerdì il Tesoro avrebbe messo all’asta dieci miliardi di titoli a breve o medio termine. Ma sembra che non se ne sia accorto, perché s’è occupato di cerimonie, stringendo la mano al vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn, a Roma per un’audizione parlamentare. Giovedì Monti aveva svolto un’analoga attività cerimoniale a Bruxelles, facendosi vedere sul podio con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy e annunciando “misure impressionanti” basate sul trinomio “rigore, equità e sviluppo”. Quelle per lo sviluppo però sono ancora ignote, mentre si vocifera da giorni di imposte patrimoniali e tasse depressive. I nuovi Consigli dei ministri, almeno finora, sono stati vuoti di contenuto, mentre i titoli biennali hanno varcato il 7 per cento che perfino Weidmann considera il livello massimo che l’Italia può tollerare. A questo serve il governo dei tecnocrati?
Il neo premier Mario Monti, essendo anche ministro dell’Economia, doveva sapere che venerdì il Tesoro avrebbe messo all’asta dieci miliardi di titoli a breve o medio termine. Ma sembra che non se ne sia accorto, perché s’è occupato di cerimonie, stringendo la mano al vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn, a Roma per un’audizione parlamentare. Giovedì Monti aveva svolto un’analoga attività cerimoniale a Bruxelles, facendosi vedere sul podio con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy e annunciando “misure impressionanti” basate sul trinomio “rigore, equità e sviluppo”. Quelle per lo sviluppo però sono ancora ignote, mentre si vocifera da giorni di imposte patrimoniali e tasse depressive. I nuovi Consigli dei ministri, almeno finora, sono stati vuoti di contenuto, mentre i titoli biennali hanno varcato il 7 per cento che perfino Weidmann considera il livello massimo che l’Italia può tollerare. A questo serve il governo dei tecnocrati?